Aumentano i contagi in Europa. Rinunciare alla mascherina forse non è una buona idea…

In Europa aumentano i contagi per colpa della variante Delta e diversi paese fanno marcia indietro e rinnovano le restrizioni.

Per quanto la campagna vaccinale vada avanti, il caldo avvanzi in tutto il continente, il quadro epidemiologico diventa preoccupante in Europa che nell’ultima settimana vede una crescita dei nuovi casi di Covid-19 maggiore del previsto in ben nove Paesi: Belgio, Danimarca, Finlandia, Grecia, Irlanda, Norvegia, Portogallo, Regno Unito e Spagna. Da dire però che per i decessi la situazione rimane più o meno stabile. La curva discendente dei contagi si è invertita, probabilmente per la veloce diffusione della variante Delta. Ma forse anche perché si è tolto troppo presto l’obbligo delle mascherine e ripreso a non rispettare semplici regole come distanziamento e igiene delle mani?

Secondo le stime del centro previsionale Covid dell’Ecdc, tra il 26 giugno e il 3 luglio in Spagna avrebbero dovuto esserci 21.743 casi, invece ce ne sono stati oltre il doppio, 51.405. In Belgio, le previsioni dell’Ecdc davano per la stessa settimana 1.960 nuovi casi, ce ne sono stati oltre 4mila. La situazione dei decessi resta invece tutto sommato stabile: in Spagna 13 in più in una settimana rispetto alle previsioni, in Italia 26 in più, in Belgio 8 in meno.

Nel Regno Unito, dove i contagi hanno ripreso a crescere dall’ultima settimana di maggio, fino al nuovo picco di oltre 28.700 contagi del 6 luglio, come non accadeva dalla seconda metà di gennaio, aumentano, ma in proporzione nettamente inferiore, pure il totale dei ricoveri negli ospedali (tornato oltre quota 2.200) e i morti giornalieri, arrivati a 37. In aumento, ma in proporzione per ora nettamente inferiore grazie all’effetto delle vaccinazioni, pure il totale dei ricoveri negli ospedali (tornato oltre quota 2.200) e i morti giornalieri, arrivati a 37. I morti tra la fine di giugno e l’inizio di luglio sono stati 118 invece dei 164 stimati dall’Ecdc. Andando controcorrente, il premier, Boris Johnson, ha comunque confermato lo stop alle restrizioni anti-coronavirus a partire dal 19 luglio.

La Spagna è uno dei Paesi dove si registra un’impennata di nuovi casi, con oltre 32mila nuovi casi da venerdì 2 luglio, con un aumento dell’85% rispetto allo scorso fine settimana. La variante Delta che sta colpendo in particolar modo i giovani: il tasso di infezione tra le persone di età compresa tra i 20 e i 29 anni negli ultimi 14 giorni è di 640 su 100mila persone, tre volte più della media nazionale. Quindi arrivano le contromisure: da questo fine settimana in Catalogna rimarranno chiuse le discoteche e altri locali notturni e bisognerà presentare il risultato negativo di un test o essere vaccinati per partecipare a eventi all’aperto con più di 500 persone, con l’obiettivo di frenare l’aumento esponenziale dei contagi Covid degli ultimi giorni, soprattutto fra i giovani.
Secondo l’ultimo aggiornamento del ministero della Sanità in Spagna il 40,3% della popolazione ha già completato il ciclo vaccinale anti-Covid (19 mln), mentre sono 26,5 mln (il 55,9% della popolazione) i vaccinati con almeno una dose.

Il Portogallo, per contrastare il diffondersi della variante Delta e dei nuovi contagi (stabilmente sopra le 1.500 unità medie giornaliere dal 23 giugno, rispetto ai 500 casi in media rilevati a primavera), ha reintrodotto il coprifuoco notturno per quasi la metà della popolazione a partire da venerdì 2 luglio. In base alle nuove disposizioni quasi quattro milioni di persone residenti in 45 Comuni tra cui Lisbona e l’Algarve, così come nelle principali città del nord come Porto e Braga, non possono lasciare le loro case tra le 23:00 e le 5:00. Inoltre, nelle aree designate “ad alto rischio” o “altissimo rischio”, ristoranti, caffè, attività commerciali e luoghi culturali hanno dovuto ridurre gli orari di apertura e il numero di visitatori e clienti. Vietati già da due settimane anche i viaggi nel week end tra Lisbona e il resto del Paese.

Anche in Grecia, i contagi sono in crescita dal 29 giugno scorso con un picco di 1.797 casi in 24 ore registrato il 6 luglio, dopo essere stato mediamente al di sotto le mille unità nelle settimane precedenti. Dall’Autorità sanitaria nazionale greca dicono che contagi provengono da assembramenti che si verificano in locali ed altri luoghi di ritrovo notturno, però sottolineano però che non c’è finora un aumento dei ricoveri in terapia intensiva.

La Norvegia, dove l’epidemia di Covid-19 è rimasta abbastanza sotto controllo, doveva allentare le restrizioni il 18 giugno. Però vista la situazione, sceglie la linea di estrema prudenza annunciando il posticipo della revoca delle misure anti-coronavirus per fine alla fine luglio o inizio di agosto.

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