COVID -19, la pandemia in Europa

La Germania combatte il suo peggior tasso di infezione dall’inizio della pandemia ed alcuni stati stanno considerando di mettere in atto le cosiddette regole 2G, che di fatto escludono da molte aree della vita pubblica le persone che scelgono di non vaccinarsi. Berlino ha adottato lunedì le nuove regole. Solo le persone che sono completamente vaccinate o che si sono guarite dal Covid-19 negli ultimi sei mesi possono mangiare all’interno dei ristoranti o andare in locali o bar. Sono esentati dalla regola solo i bambini e coloro che hanno motivi medici per non essere vaccinati.

Il governo belga sta anticipando un incontro per decidere misure più rigorose per il controllo della situazione sanitaria che vede un rapido aumento delle infezioni e dei ricoveri ospedalieri a causa del Covid-19. In particolare, metà dei letti in terapia intensiva sono ormai occupati da pazienti con Covid-19.
Inoltre il governo federale sta ultimando un progetto legge per rendere obbligatoria la vaccinazione degli operatori sanitari. A partire dal 1 gennaio, questi avranno una finestra di tre mesi per essere vaccinati. Durante quel periodo, chi non sarà immunizzato riceverà notifica di sospensione del contratto a meno che non possa fornire un certificato di guarigione da Covid-19 o test negativo regolarmente, e sarà temporaneamente disoccupato. Da aprile, poi, chi non disporrà di giustificazione adeguata al rifiuto del vaccino potrebbe essere licenziato.

Mentre cerca di superare uno dei tassi di infezione in più rapida crescita in Europa, la polizia in Austria ha iniziato a effettuare controlli per garantire il rispetto del lockdown per i no-vax a livello nazionale. Secondo le norme in vigore da ieri, per i no-vax niente negozi, bar, ristoranti, teatri, cinema, concerti, partite di calcio. Possono uscire per andare al lavoro mostrando un tampone molecolare, oppure muoversi per fare la spesa e per ragioni di salute.
Il land Tirolo va oltre e introduce l’obbligo di Ffp2 sui posti di lavoro. Da domani, chi lavora al chiuso con almeno un’altra persona, deve indossare la mascherina, ha annunciato all’Apa il governatore Guenther Platter.

In Lettonia ieri il governo ha dichiarato la fine coprifuoco dalle ore 20.00 alle ore 05.00 proclamato lo scorso 21 ottobre. In sostituzione, sono state introdotte nuove misure per il contenimento della diffusione del Covid-19 e per la ripartenza delle attività economiche, culturali e sociali, che mirano a limitare il raggio di azione di coloro che non sono vaccinati al fine di aumentare il numero i vaccinati e diffondere l’uso del Green Pass. Le nuove misure adottate dal Governo prevedono che dal 15 novembre tutti i servizi siano forniti solo in un ambiente epidemiologicamente sicuro con Green pass  ad eccezione dei servizi essenziali, che il Green Pass sia obbligatorio in tutti i luoghi di lavoro, che le persone non vaccinate o che non abbiano contratto il virus potranno accedere solo ai negozi fornitori di beni essenziali, agli eventi culturali e sportivi si potrà partecipare solo con green pass, che l’uso delle mascherine sia obbligatorio per tutti (vaccinati e non vaccinati) in spazi pubblici, inclusi gli istituti scolastici e universitari, ecc.

In Olanda la pressione sugli ospedali  aumenta a causa dell’aumento dei pazienti Covid-19 mentre i casi superano i record. Il peggio deve ancora venire, ha detto lunedì il capo dell’associazione ospedaliera del paese. Il numero di pazienti Covid-19 negli ospedali olandesi è aumentato a circa 2.000 lunedì, di cui quasi 400 in terapia intensiva, raggiungendo il livello più alto da maggio. Secondo gli esperti, una delle ragioni della situazione odierna potrebbe essere l’eccessivo allentamento delle misure di precauzione contro il Covid, in particolare la scelta del governo a inizio estate di eliminare quasi tutte le restrizioni. Già dopo poche settimane, il premier Mark Rutte era dovuto tornare sui suoi passi e ripristinara alcune, ma di fatto da allora in poi nel Paese vi è stato un sostanziale via libera al ritorno alla vita normale, con l’abbandono da parte della stragrande maggioranza della popolazione di precauzioni minime come l’uso della mascherina nei luoghi affollati al chiuso.

Situazione epidemiologica molto critica in Slovenia, dove nelle ultime 24 ore sono stati confermati 3.763 nuovi contagi da coronavirus su 7.643 tamponi molecolari effettuati, con un tasso di positività del 49,2%.
Secondo i dati resi noti dall’Istituto nazionale per la salute pubblica (NIJZ), ci sono oltre mille pazienti in cura negli ospedali (1008), dei quali 229 in terapia intensiva, numeri mai raggiunti prima dall’inizio della pandemia.

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